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Parco del Treja. Il 22 maggio si celebra la “Giornata della biodiversità”

Parco del Treja. Il 22 maggio si celebra la “Giornata della biodiversità”

Parco del Treja. Il 22 maggio si celebra la “Giornata della biodiversità”
maggio 16
13:56 2016

La maggioranza delle persone in Italia dichiarano di non sapere che cos’è la biodiversità. Il 23% non ne ha mai sentito parlare, il 39% ha sentito la parola, ma non sa che cosa significa. Il 18% ha una cognizione esatta della biodiversità (nel resto d’Europa le cose vanno mediamente un po’ meglio; molto meglio nei Paesi del nord Europa).

La relativa conoscenza del concetto di biodiversità probabilmente spiega la drammaticità di una situazione ambientale che, a livello globale, ha questi numeri: Il 60% delle specie e il 77% degli habitat in Europa sono in uno stato di conservazione non buono. Circa la metà dei fiumi è inquinato o gravemente inquinato. Per l’innalzamento della temperatura, se non saranno adottate rapidamente misure che possano invertire le tendenze attuali, una specie su sei di animali e piante rischia di estinguersi entro il 2100.

La giornata mondiale della biodiversità, il 22 maggio, è stata istituita proprio per sensibilizzare le persone e i loro governi, per definire nuovi modelli di sviluppo che puntino sulle energie rinnovabili, su un’agricoltura sostenibile, sulla salvaguardia dell’ambiente.

Acqua e aria pulita, suolo fertile, materie prime e cibo, sono beni essenziali per il benessere del genere umano. L’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione Europea (OCSE) ha stimato che i danni economici per la perdita della biodiversità ammontano a una cifra tra i 2 e i 5 trilioni di dollari per anno, superiore alla ricchezza prodotta, nello stesso periodo, dalla stragrande maggioranza delle nazioni della Terra.

“In questa situazione così drammatica è necessario rivedere il nostro modello economico a scala globale: non si può pensare di crescere all’infinito in un pianeta finito. Ma è comunque possibile fare qualcosa a livello individuale – osserva il presidente del Parco Luciano Sestili – ognuno di noi può alleggerire gli impatti del proprio stile di vita, con comportamenti semplicemente più attenti. La somma di questi miglioramenti individuali può produrre quel radicale cambio di rotta che ci attende.”

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