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Lazio, 150 studenti alla Pisana per festeggiare i 70 anni di Unicef

Lazio, 150 studenti alla Pisana per festeggiare i 70 anni di Unicef

Lazio, 150 studenti alla Pisana per festeggiare i 70 anni di Unicef
dicembre 14
15:57 2016

Centocinquanta studenti hanno partecipato questa mattina all’evento organizzato dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio e dal Comitato regionale del Lazio per l’Unicef nella sede del Consiglio regionale per celebrare il 70° anniversario della nascita del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia. Si tratta degli alunni di cinque istituti che aderiscono al progetto Unicef “Scuola amica dei bambini e dei ragazzi”: l’Istituto comprensivo Alberto Sordi di Roma, l’Istituto tecnico economico e l’Istituto comprensivo di Ceprano e l’Istituto comprensivo 2 e il Liceo scientifico di Ceccano.

A porgere i saluti di benvenuto a docenti e ragazzi sono stati il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Ciarla, il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio Jacopo Marzetti e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza Filomena Albano.

Ciarla ha sottolineato la “straordinaria attività svolta dall’organizzazione, attenta e vicina ai bisogni dei più piccoli” e ha posto l’accento sul fatto che “a distanza di 70 anni i temi di cui si occupa l’UNICEF rimangono di drammatica attualità”. Il Garante Marzetti ha ricordato il percorso di lavoro intrapreso con l’Autorità garante e quello avviato con l’assessora Laura Baldassarre di Roma Capitale. Quest’ultimo, in particolare, finalizzato alla mappatura delle case famiglia e alla formazione di tutori volontari per minori stranieri non accompagnati. “Sto cercando di portare il mio contributo in tutti i territori della regione – ha detto Marzetti – e spero di poter visitare quanto prima anche le zone colpite dal sisma”.

L’Autorità garante Albano ha invece posto l’attenzione sul fatto che quest’anno ricorre anche il 25° anniversario dalla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’Infanzia e dell’adozione della terza strategia sui diritti dell’infanzia da parte del Consiglio d’Europa. Per Albano, nonostante i passi avanti compiuti, ci sono ancora tante situazioni di criticità, in particolare quella “dei bambini migranti, quella della povertà, soprattutto educativa e quella dei fenomeni di aggressività”. Albano ha infine invitato i ragazzi ad avere consapevolezza dei loro diritti “per pretenderne il rispetto”.

Nel corso della mattinata sono poi intervenuti il presidente del Comitato regionale del Lazio per l’Unicef Alfonso De Biasio Gliottone, l’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio Rita Visini, il presidente della commissione Cultura e politiche giovanili Cristian Carrara, il direttore generale di Unicef Italia Paolo Rozera, il presidente della commissione Salute e politiche sociali Rodolfo Lena, l’assessora alla Persona, scuola e comunità solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre, il consigliere regionale Massimiliano Valeriani e i sindaci delle “città amiche dei bambini” Rieti e Ceprano, rispettivamente Simone Petrangeli e Marco Galli.

De Biasio, nel ricordare che “in 70 anni Unicef ha avuto il solo scopo di fornire speranza e migliori condizioni di vita ai bambini del mondo”, ha presentato i progetti realizzati dagli studenti presenti in sala.

L’assessore Visini ha espresso l’auspicio che la pratica della “città amica” si concretizzi in tutto il territorio regionale. “Sono convinta che tutelare i minori significhi, in primo luogo, metterli al centro – ha detto – e come Regione ci siamo impegnati tanto e su tanti fronti”. Ha quindi ricordato, tra gli interventi attuati, il “pacchetto famiglia”, il lavoro per la prevenzione degli abusi e per la limitazione dell’istituzionalizzazione del disagio minorile, l’apertura del centro per la mediazione penale minorile”.

Il presidente Carrara, invece, ha sottolineato che alla base del lavoro dell’Unicef c’è “la tutela dei sogni e dei desideri” e ha raccontato la storia di un pedagogo che cercò di preservare la possibilità di sognare dei bambini del ghetto di Varsavia. Il direttore generale di UNICEF Italia Rozera nel ricordare che “l’UNICEF è nato come fondo di emergenza per portare aiuti e speranze a tutti i bambini che si trovavano in situazioni di rischio o difficoltà nel dopo guerra”, ha posto l’accento sul fatto che ancora tanti minori nel mondo vivono in condizione di disagio. Tra le diverse attività che l’UNICEF svolge in tutto il mondo, Rozera ha parlato anche della recente missione in Giordania con il Goodwill Ambassador Roberto Mancini e in particolare di un progetto a favore delle bambine e ragazze siriane rifugiate che mira a utilizzare il calcio come strumento per favorire l’emancipazione femminile e contrastare la pratica dei matrimoni precoci.

Il presidente Lena ha parlato di cosa concretamente ciascuno di noi può fare: “innanzitutto donare, come segno di supporto e vicinanza, e poi parlare di questi temi”. Ha quindi invitato i ragazzi a essere solidali perché “far cambiare le cose dipende da noi e insieme si possono raggiungere traguardi importanti: se vogliamo star bene tutti devono star bene anche gli altri”.

“In questi 70 anni – ha poi affermato l’assessora Baldassarre – è stato compiuto un lungo cammino, ma c’è ancora tanto da fare e tutti noi siamo chiamati a fare qualcosa, ogni giorno. Per cambiare dobbiamo avere buone leggi e buone politiche, ma soprattutto mettere in atto azioni concrete, come quelle che stiamo portando avanti nel nostro territorio anche in raccordo con il Garante regionale”. Rivolgendosi agli studenti ha detto che sono loro “in prima persona ad essere chiamati a creare legami di solidarietà e a dare attuazione a quei diritti fondamentali che la Convenzione delle nazioni unite per l’infanzia e l’adolescenza riconosce loro. A noi il dovere di ascoltarli e fornire risposte adeguate”.

Il consigliere Valeriani (Pd) ha infine posto l’accento sul fatto che il Lazio è stata la prima regione in Italia ad aver adottato una legge contro il bullismo e il cyberbullismo: “una legge innovativa che renderà permanente l’azione di contrasto al fenomeno attraverso finanziamenti, risorse e azioni concrete rivolti a Enti locali, Asl, associazioni e scuole”.

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